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Ricerche sociali definiscono il lavoro agricolo come l’attività più qualificante con un elevato potere terapeutico sui soggetti in svantaggio sociale poiché attiva dei meccanismi legati al confronto e al prendersi cura di se stessi, oltre che del prossimo. L’attività agricola, permette all’operatore di seguire un percorso nel suo divenire e nel suo compiersi completamente poiché è possibile partecipare a tutto il processo di produzione, dalla semina alla raccolta, fino alla vendita del prodotto. L’insieme di tutti questi elementi, la relazione personale intensa e qualificata, il contatto con la natura, la realizzazione di un lavoro completo con la soddisfazione di un raccolto o comunque con l’individuazione di un prodotto, permettono un approccio positivo e completo sul piano del benessere bio-psico-sociale, che pochi altri ambienti possono offrire. Ciò consente alla persona detenuta di acquisire un senso di responsabilità con la percezione di diventare indispensabile per qualcosa.

Il nostro progetto prevede l’attivazione di percorsi formativi-didattici finalizzati all’inserimento lavorativo, dei soggetti detenuti presso le carceri italiane, in qualità di soci lavoratori della Cooperativa:

  • percorso riabilitativo;
  • percorso formativo;
  • Inserimento socio lavorativo;
  • Assunzione in qualità di socio-lavoratore;
  • Percorsi esperienziali: definizione dei diversi setting lavorativi possibili in rete / stage interno, tirocinio presso una o più strutture intermedie, tutoraggio di mestiere in azienda agricola, work experience.

La popolazione detenuta è estremamente frastagliata e presenta situazioni che necessitano di differenti gradi di intervento strutturati in piani organizzativi che tendano a degli obiettivi e a delle finalità comuni dove il protagonista sia il singolo, con i suoi fabbisogni e le sue specificità. Personalizzando di volta in volta i percorsi e intervenendo con opportune e puntuali valutazioni, possibili grazie ad un monitoraggio continuo di tutti gli attori coinvolti, si potrebbero individuare differenti obiettivi attivabili tramite un impegno  agricolo delle persone detenute.

L’agricoltura biologica, con la sua presa di coscienza delle problematiche ambientali, favorisce ancor di più il grande insegnamento di crescita, e di riabilitazione, che la natura tramanda.

Il bisogno primario pertanto, nella fase di avvio del progetto, è restituire ad ogni singolo detenuto una soggettività all’interno degli istituti penitenziari e più in generale dell’esecuzione della pena, offrendo loro risorse materiali e immateriali che possano indirizzarli verso un’adesione spontanea e appassionata alla sottoscrizione di un patto trattamentale che possa riappacificarli con la socie
tà e con se stessi. Questa adesione porta inevitabilmente ad un coinvolgimento sempre maggiore di attori all’interno e all’esterno dell’Istituto, incrementando e rafforzando le connessioni con l’intorno e aprendo varchi a possibili scenari di collaborazioni produttive ed efficaci ai fini pedagogici individuati.

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